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Assegno Unico e Universale, INPS: più di 20 milioni gli assegni pagati nei primi 3 mesi PDF Stampa E-mail
venerdì 03 giugno 2022
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Sono 5.049.157 le domande per l’Assegno Unico e Universale inoltrate al 30 maggio. Complessivamente, da marzo ad oggi, gli assegni pagati dall’Istituto sono stati 21.181.727

Sono 8.091.275 i figli per i quali è stato richiesto all’INPS l’assegno unico e universale, corrispondenti a 5.049.157 domande inoltrate al 30 maggio. Complessivamente, da marzo ad oggi, gli assegni pagati dall’Istituto sono stati 21.181.727. L’istruttoria è stata completamente automatizzata e ha permesso di erogare in tre mesi assegni per un importo complessivo di 3.063.610.071 di euro. Sono alcuni dei dati diffusi dall’INPS.

Assegno Unico e Universale, la distribuzione per fascia ISEE

Secondo i dati INPS, la media di figli per domanda è di 1,6. Ulteriori 322.414 assegni sono già stati pagati a soggetti percettori di reddito di cittadinanza, per il mese di marzo.

Il 49,5% delle domande è stato presentato da nuclei familiari in cui è presente un unico figlio. Il 41% da nuclei con 2 figli. L’8% da nuclei con 3 figli. Inoltre circa 13mila e 500 domande sono pervenute da nuclei familiari con 5 o più figli e il 6% delle domande proviene da nuclei familiari che hanno almeno un figlio con disabilità tra i beneficiari.

Quanto alla distribuzione per fascia ISEE, il 29% delle domande è stato inoltrato da nuclei con ISEE entro 10mila euro, il 26% tra 10 e 20mila, il 13% tra 20 e 30mila. Mentre il 23% delle domande è stato inoltrato da soggetti che non hanno presentato l’ISEE, e che quindi hanno ricevuto l’importo minimo previsto dalla normativa.

Tempistiche di pagamento

Anche per buona parte delle domande pervenute a maggio l’Inps ha già provveduto al pagamento dell’assegno, comprensivo dei ratei di marzo e aprile, in anticipo – quindi – rispetto alle scadenze previste. Mentre circa lo 0,8 % delle domande è ancora in lavorazione per ulteriori adempimenti istruttori sulla titolarità dei conti correnti dichiarati in domanda. Infine, un ulteriore 3% delle domande rimane in evidenza ai richiedenti o alle sedi territoriali Inps per l’allegazione o la verifica di documentazione che non è già in possesso dell’Istituto o degli enti collegati.

L’INPS ricorda che l’Iban da indicare nella domanda deve essere intestato o cointestato al richiedente e che accedendo al sito www.inps.it è possibile gestire e modificare direttamente la domanda inoltrata. Lo stato di lavorazione della domanda, e le eventuali azioni richieste per completare la procedura, sono consultabili nell’apposita sezione raggiungibile dalla home page della applicazione web dell’Assegno Unico.

In alternativa ci si può rivolgere alle sedi territoriali Inps e al Contact Center dell’Istituto per informazioni sulle modifiche e integrazioni possibili e per ottenere chiarimenti sullo stato della domanda.

 

 

 

 

Fonte HelpConsumatori

 

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