Green Pass, attenzione alle truffe su WhatsApp e alle certificazioni false
giovedì 05 agosto 2021
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Sono frequenti le truffe, segnalate anche dalla Polizia Postale, che inducono gli utenti di WhatsApp a cliccare su un link per scaricare il “Green Pass”. Dal Governo, invece, le indicazioni per riconoscere le certificazioni valide

Sono sempre più numerose le truffe su WhatsApp, ideate con l’obiettivo di acquisire dati personali e bancari degli utenti da utilizzare fraudolentemente. Tra le ultime, segnalate anche dalla Polizia Postale, quella relativa ai Green Pass.

“In questo link puoi scaricare il certificato verde Green Pass COVID-19 che ti permette liberamente di muoverti in tutta Italia senza mascherina“, recita il messaggio inviato agli utenti tramite WhatsApp.

Cliccando sul link, l’ignaro utente viene catapultato su una finta pagina istituzionale con numerosi loghi simili agli originali. Proseguendo nella navigazione sul sito, viene richiesto di inserire i propri dati personali e/o bancari.

Si raccomanda, pertanto, di fare molta attenzione ai link indicati nei messaggi e di aprirli solo dopo averne accertato la veridicità della fonte di provenienza. E, soprattutto, di non inserire mai i propri dati personali, con particolare riguardo a quelli bancari.

Green pass falsi, come riconoscerli

Non solo truffe, il Governo lancia l’allerta sui Green Pass falsi, venduti anche tramite i canali social. Sul profilo Twitter di Palazzo Chigi è possibile consultare un’infografica che spiega come riconoscere le certificazioni fasulle, tramite apposita applicazione: “Verifica C19”.

Tale app, scaricata sul telefono, consente di verificare l’autenticità e la validità delle certificazioni senza la connessione internet (offline) e senza memorizzare informazioni personali sul dispositivo del verificatore.

Tramite “Verifica C19” è possibile effettuare la scansione del codice QR presente sul Green Pass e verificarne la validità: l’app mostrerà, infatti, la scritta “Certificato valido” e nome, cognome e data di nascita dell’intestatario.

 

 

Fonte HelpConsumatori