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Si torna a scuola con il Green pass, le nuove regole PDF Stampa E-mail
venerdì 03 settembre 2021
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Secondo quanto previsto dal decreto-legge approvato il 6 agosto, tutto il personale scolastico e universitario e gli studenti universitari dovranno possedere il Green pass, il quale costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle prestazioni lavorative

Tra pochi giorni, alla riapertura delle scuole, entreranno in vigore le nuove regole in materia di Green pass. Infatti, secondo quanto previsto dal decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 agosto, tutto il personale scolastico e universitario e gli studenti universitari dovranno possedere il Green pass, il quale costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle prestazioni lavorative.

Il mancato rispetto del requisito è considerato assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso.

Inoltre, il Green pass è obbligatorio anche per il personale che si occupa della somministrazione dei pasti nelle scuole.

Per quanto riguarda le altre misure anti Covid, resta obbligatorio, inoltre, l’utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai sei anni, per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, per i soggetti impegnati nelle attività sportive. A tal proposito il decreto specifica che le linee guida possono derogare all’obbligo di mascherina se alle attività partecipano solo studenti vaccinati o guariti.

Resta ferma, infine, l’impossibilità di accedere o permanere nei locali scolastici in caso di sintomatologia respiratoria o temperatura corporea che supera i 37,5°.

Green pass a scuola, ok del Tar del Lazio

Risale a pochi giorni fa anche la decisione del Tar del Lazio, il quale – considerando anche “una preliminare ipotesi di “palese inammissibilità” del ricorso” – ha respinto la richiesta di “sospensione cautelare urgente del decreto legge con il quale il 6 agosto scorso è stato previsto che tutto il personale scolastico e universitario dovrà possedere e sarà tenuto a esibire” il green pass.

Stessa decisione in merito alla disposizione che stabilisce che “il mancato rispetto di tale obbligo sarà considerato assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro sarà sospeso”.

Green pass, le esenzioni

L’obbligo del Green pass non si applica al personale che, per motivi di salute, è esente dalla campagna vaccinale secondo i criteri indicati dal Ministero della Salute.

A tal proposito ricordiamo le indicazioni per l’esenzione alla vaccinazione Covid-19 fornite dal Ministero della Salute, che – specifica – “si applicano esclusivamente al fine di consentire l’accesso ai servizi e attività di cui al comma 1, art. 3 del DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021, n 105, ai soggetti che per condizione medica non possono ricevere o completare la vaccinazione per ottenere una certificazione verde COVID-19″.

In particolare la certificazione di esenzione alla vaccinazione Covid-19 «viene rilasciata nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea».

Il documento sarà disponibile in formato cartaceo e potrà avere una validità massima fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni.

 

SIPPS: rendere il vaccino obbligatorio per gli studenti

La Società Italiana di Pediatria è intervenuta a favore della campagna vaccinale e del Green Pass nelle scuole.

“Io renderei obbligatorio il vaccino anti Covid-19 per tutti gli adolescenti e quanto prima pure per i bambini under 12, quando sarà disponibile il vaccino anche per loro, perché è l’unico vero strumento di prevenzione primaria contro questo virus”, ha dichiarato Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS).

Secondo la SIPPS, senza una campagna vaccinale a tappeto contro il Covid-19, il ritorno alla scuola in presenza fa tornare lo spettro della Dad.

“Due anni di Dad – prosegue Di Mauro – hanno creato danni pedagogici e psicologici enormi in bambini e adolescenti. Sono anni persi. Restiamo fiduciosi sul progetto elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità relativo alla somministrazione dei tamponi salivari nelle scuole sentinella di primo e secondo grado, perché questi test rapidi restano un importante strumento per il tracciamento. Va tuttavia ancora definita la gestione dei cluster una volta trovati dei positivi in una scuola. Sarebbe importante sviluppare dei percorsi di sicurezza validi per tutti gli istituti in riferimento alla quarantena, penso soprattutto agli under 12 per i quali non c’è il vaccino”.

“Qui dovranno primeggiare dispositivi e misure di sicurezza, dall’igiene delle mani, al distanziamento e all’uso delle mascherine”, conclude.

 

 

 

 

Fonte HelpConsumatori

 

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