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Spiagge, Adoc: in aumento i prezzi dei servizi aggiuntivi PDF Stampa E-mail
martedì 08 giugno 2021
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Estate 2021 sulla spiaggia ma a che prezzo? Continuano le analisi sui costi degli stabilimenti balneari. Secondo l’Adoc sulle spiagge stanno aumentando i costi di alcuni servizi aggiuntivi prima gratuiti. E i rincari si aggireranno intorno al 5%

Sulla spiaggia ma a quale prezzo? In vista dell’estate si stanno moltiplicando le analisi sui costi che i consumatori dovranno affrontare sulle spiagge italiane e negli stabilimenti balneari. All’orizzonte diversi aumenti già nel mese di giugno, denunciano recenti ricerche. Anche se l’andamento dei prezzi nell’estate 2021 sembra ancora altalenante, con alcuni movimenti in aumento e altri invece in flessione, probabilmente legati anche a politiche tariffarie e promozionali – e naturalmente al mare e ai lidi sui quali ci si trova.

Secondo l’Adoc stanno aumentando i costi di servizi aggiuntivi prima gratuiti, come i gettoni per le docce. L’associazione stima in linea generale un aumento del 5% per i prezzi degli stabilimenti balneari nell’estate 2021.

I costi sulle spiagge

I costi sulle spiagge sono dunque tema di dibattito. L’Adoc segnala che continuano ad arrivare segnalazioni sull’aumento dei prezzi per i “servizi aggiuntivi”.

«Stiamo riscontrando aumenti per quanto riguardo l’inserimento a pagamento di servizi che fino a prima della pandemia erano gratuiti, parliamo per esempio di gettoni per usufruire delle docce o maggiorazioni riguardo all’utilizzo del lettino aggiuntivo  – dichiara il presidente dell’associazione Roberto Tascini – Cosi come attenzione va prestata ai parcheggi a pagamento vicino alle spiagge o ai prezzi di bar e ristoranti degli stabilimenti balneari».

Gli stabilimenti balneari costeranno in media il 5% in più rispetto all’estate scorsa, dice ancora l’Adoc, quindi la spesa media in uno stabilimento sarà di euro 30,40 contro i 29,40 dell’anno scorso, un euro in più. Rispetto allo scorso anno i rincari sono contenuti e legati principalmente ai rialzi inflattivi, aggiunge l’Adoc.

L’andamento dei prezzi e le ragioni dei rincari

«Le linee guida stabiliscono un minimo di 10 metri quadrati a ombrellone, ci sono spiagge piccole dove il COVID-19 ha inciso in maniera notevole, perché le postazioni sono state drasticamente ridotte e con esse gli introiti. Questo fattore potrebbe aver portato a un lieve aumento per tamponare gli incassi mancati», prosegue l’associazione.

L’Adoc continuerà a vigilare sull’andamento dei prezzi, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, e invita i consumatori a segnalare rincari ingiustificati. Per l’associazione «gli stabilimenti balneari, se ben gestiti, possano diventare il primo baluardo per la tutela dell’ambiente costiero e marittimo ed essere il giusto viatico per il rilancio del turismo».

«Ricordiamo che ai balneari è stata anche concessa una ulteriore proroga delle concessioni fino al 2033 – continua Tascini – per questo come Adoc chiediamo che nel momento in cui il pubblico interviene a sostegno di queste realtà ci siano dei controlli che possano calmierare i prezzi. Evidenziamo come l’introito per lo Stato riguardo le concessioni balneari è di circa 106 milioni, a fronte di un fatturato per gli stabilimenti balneari che nel 2019 è stato di circa 7 miliardi. Gli aumenti inoltre non sono giustificabili neanche dai costi delle sanificazioni considerando il credito d’imposta sui canoni, l’esenzione della prima rata Imu e bonus per le sanificazioni e per gli impianti di energia rinnovabile».

Fonte Adoc nazionale

 

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