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Call center “Immuni”, via libera dal Garante Privacy PDF Stampa E-mail
giovedì 14 gennaio 2021
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Il Garante Privacy ha dato il via libera allo schema che delinea il call center “Immuni” e ha fornito specifiche indicazioni per individuare soluzioni rispettose della protezione di dati degli assistiti

Il Garante Privacy ha dato il via libera allo schema che delinea il call center “Immuni”, ossia il Servizio nazionale di supporto telefonico e telematico alle persone risultate positive al Covid-19, istituito dal decreto legge “Ristori”.

In cosa consiste il call center Immuni?

Lo schema individua l’organizzazione e il funzionamento del Servizio. In particolare, delinea le modalità con le quali il call center, su richiesta dell’interessato, avvia la procedura di sblocco dell’app Immuni del chiamante risultato positivo, per inviare il messaggio di allerta ai suoi contatti; le modalità di trasmissione agli assistiti del codice univoco nazionale (CUN) che identifica tutti referti (positivi e negativi) dei test Covid-19 e le regole con cui le strutture sanitarie comunicano al sistema centrale, denominato Tessera Sanitaria, l’esito (positivo o negativo) del tampone e il tempo di conservazione dei dati raccolti.

Le richieste del Garante Privacy

L’Ufficio del Garante ha fornito specifiche indicazioni per individuare soluzioni rispettose della protezione di dati degli assistiti.

In particolare, l’Autorità ha ritenuto che l’identificazione della persona che chiama il call center, e del suo stato di positività, dovesse avvenire attraverso un apposito codice, ossia il codice univoco nazionale del referto Covid (CUN), che individua in modo univoco il singolo referto e la persona ad esso associata.

Questo per evitare la creazione di una nuova banca dati dei referti Covid, liberamente consultabile dagli operatori del call center.

Il Garante ha chiesto, inoltre, che la piattaforma utilizzata dagli operatori del call center per accedere al Sistema Tessera Sanitaria sia progettata e realizzata adottando stringenti misure di sicurezza, adeguate al rischio che presenta un trattamento di dati così delicato. Con particolare riguardo alle modalità di autenticazione informatica, ai profili di autorizzazione e al tracciamento delle operazioni svolte dagli stessi operatori.

L’Autorità, infine, ha richiesto al Ministero della Salute di effettuare controlli costanti sull’attività del soggetto a cui è affidata la gestione del call center Immuni, per verificare il pieno rispetto della disciplina sulla privacy.

 

 

Fonte HELPCONSUMATORI

 

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