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Consumi energetici, quanto costa lo smart working? PDF Stampa E-mail
mercoledì 02 settembre 2020
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Qual è il costo “energetico” dello smart working? Tate raccomanda sette accorgimenti per evitare gli sprechi e rispettare l’ambiente.

Con la riapertura delle attività dopo il periodo di lockdown tanti lavoratori sono tornati in ufficio, altri hanno continuato a lavorare in smart working. Secondo un’indagine di Tate, tech company e start-up innovativa, in vista della ripresa delle attività a settembre il 44% degli italiani intervistati si è espresso a favore del rientro in sede, mentre il restante 56% ha, invece, confermato di voler continuare a lavorare da casa.

 

Smart working, consumi energetici

 

Secondo Tate la modalità del lavoro in smart working, da un lato necessaria per la prevenzione dei contagi, “espone le famiglie e i lavoratori a consumi energetici “nascosti”, spesso trasferiti direttamente dal datore di lavoro al “dipendente”, senza alcun tipo di tutela”.

 

Da un’analisi di Tate è emerso, infatti, che nei primi 5 mesi successivi al lockdown (marzo-luglio 2020) i consumi di energia elettrica sono aumentati di circa il 10% rispetto all’anno precedente (marzo-luglio 2019).

 

    “Un incremento che – spiega Tate – per ora non ha ancora avuto un “riscontro” in bolletta a causa del crollo del Prezzo Unico Nazionale (il PUN) che ha visto i prezzi di mercato scendere, in media, del 10% rispetto ai 5 mesi precedenti (ottobre 2019-febbraio 2020) e del 43% rispetto all’anno precedente (marzo-luglio 2019.)

 

Attenzione alla tariffa

 

Secondo la start-up, questo trend potrebbe subire un’inversione di rotta tra settembre e dicembre 2020.

 

“Con l’aumento dei consumi – afferma – bisogna stare sempre attenti alla propria tariffa attuale. I prezzi di mercato, stimati per gli ultimi quattro mesi del 2020, sono molto simili a quelli dello scorso anno; questo significa che se si ha una tariffa allineata al prezzo di mercato, la bolletta sarà più alta ma “contenuta” (+15 Euro tra settembre-dicembre 2020). Se invece non si ha una tariffa competitiva, l’impatto in bolletta rischia di essere ben più elevato”.

 

Inoltre, nei 5 mesi successivi alla proclamazione del lockdown, si è registrato un incremento di emissioni di circa 30 kg di CO2 in più per famiglia rispetto all’anno precedente.

Come ridurre gli sprechi?

 

Tate raccomanda sette accorgimenti per ridurre gli sprechi sia in termini energetici che economici ed ambientali:

 

    scegliere una tariffa competitiva, monitorando il mercato e i siti di informazione per avere una panoramica completa sugli operatori più in linea con le nostre esigenze;

    fare attenzione alle promozioni “aggressive”: in molti casi si tratta di un “falso” risparmio perché gli sconti iniziali vengono riassorbiti in altri costi, inseriti lungo la durata del contratto;

    scegliere un operatore che offre ai propri utenti l’energia a prezzi competitivi e offre un buon servizio di supporto;

    monitorare gli elettrodomestici ed eliminare i consumi in standby. Gli elettrodomestici e qualsiasi dispositivo elettronico che abbiamo in casa consuma energia anche quando è in standby e non viene utilizzato. Una disattenzione che – spiega – può arrivare a pesare in bolletta fino al 20% dell’energia consumata.

 

Per questo Tate consiglia di utilizzare ciabatte intelligenti; collegare le ciabatte con un interruttore che permette di interrompere il flusso di corrente e ricordarsi di staccare dalla rete casalinga tutti gli apparecchi connessi ma non in funzione; impostare il riscaldamento a 18-20°C. Ogni grado aggiuntivo usa in media 10% in più energia.

Risparmio energetico e tutela dell’ambiente

 

    Utilizzare dispositivi ad alta efficienza energetica per ridurre i consumi e, nel caso di strumenti lavorativi, chiedere alla propria azienda di poter ricevere apparecchiature più efficienti;

    utilizzare lampadine a risparmio energetico: l’illuminazione della nostra casa può ammontare al 10/15% del consumo annuo di energia. Passare a lampadine a risparmio energetico (come le LED) può ridurre il consumo di un quarto.

    utilizzare lavaggi a basse temperature può essere una soluzione molto semplice (ed ecologica) per diminuire i consumi e rispettare l’ambiente;

    utilizzare applicazioni per le gestione digitale e “smart” della casa: un sistema integrato di controllo, consente oggi un reale risparmio energetico e un’ottimizzazione dei costi di gestione. L’energia viene impiegata solo dove e quando serve, eliminando gli sprechi.

 

Infine, ridurre il proprio impatto ambientale scegliendo un fornitore che vende solo energia verde.

 

 

 

Fonte: Help Consumatori

 

 

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