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Voucher viaggi, Agcm al Governo: i viaggiatori devono mantenere il diritto al rimborso PDF Stampa E-mail
venerdì 29 maggio 2020

voucher3105.pngInviata segnalazione a Parlamento e Governo: i voucher viaggi contrastano con la direttiva europea per la quale essi rappresentano solo un’opzione

Chi ha prenotato un viaggio e non è potuto partire a causa dell’emergenza da covid-19 ha diritto ad avere indietro il denaro speso. Niente voucher viaggi a scadenza quindi e neppure un cambio di data, come molti vettori stavano proponendo; se il cliente lo richiede ha diritto a ricevere indietro l’intero importo versato.

 

È questa, insintesi, la posizione che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato haportato all’attenzione di Parlamento e Governo a seguito delle tantesegnalazioni giunte da consumatori singoli e associazioni.

Voucherviaggi, il decreto Cura Italia

 

La recentenormativa, introdotta con il Decreto Cura Italia, consente agli operatori delsettore turistico di emettere un voucher – in luogo del rimborso – per“ristorare” viaggi, voli e hotel cancellati per circostanze eccezionali esituazioni soggettive connesse con l’emergenza da Covid-19. Tale compensazionepuò sostituire il rimborso senza la necessità di un’apposita accettazione daparte del consumatore.

Nella suasegnalazione, l’Autorità ha evidenziato quanto disposto dal decreto si pone incontrasto con la normativa europea, che nel caso di cancellazione percircostanze inevitabili e straordinarie, prevede il diritto del consumatore adottenere un rimborso.

Voucherviaggi, interviene l’Antitrust

La posizionedella Commissione UE

La posizioneassunta dalla Commissione europea nella Raccomandazione del 13 maggio 2020evidenzia sì che l’operatore può legittimamente offrire un buono, ma acondizione che i viaggiatori non siano privati del diritto al rimborso indenaro. La Commissione ha anche rilevato che, in ragione delle gravi perditedel settore turistico derivanti dal fatto che le richieste di rimborsopresentate dai viaggiatori superano di gran lunga il livello delle nuoveprenotazioni, occorrerebbe incentivare i consumatori ad accettare i voucher.

Un’ampiaaccettazione dei voucher, infatti, contribuirebbe ad attenuare i problemi diliquidità del settore a beneficio anche degli interessi dei viaggiatori, dalmomento che qualora gli organizzatori o i vettori diventassero insolventi,molti viaggiatori e passeggeri potrebbero non ricevere alcun rimborso.

Affinché ivoucher possano essere considerati una valida e affidabile alternativa alrimborso in denaro, essi dovrebbero presentare alcune caratteristiche, tra lequali una copertura assicurativa per il possibile fallimento del tour operatoro del vettore e il diritto al rimborso in denaro se alla scadenza del voucheril consumatore non avrà usufruito dello stesso.

Dalleassociazioni reazioni positive

“L’Antitrustha accolto la tesi che abbiamo sempre avanzato, ossia che i voucherobbligatori, contrastando con la normativa comunitaria, sono illegittimi e,quindi, vanno disapplicati”- afferma Massimiliano Dona, presidente dell’UnioneNazionale Consumatori.

 

“Chiedendo aiconsumatori di svolgere il ruolo pubblico di sovvenzionare e finanziare leimprese di viaggi e vacanze, sacrificando il loro diritto di essere rimborsatiin denaro previsto dalle normative europee e nazionali pre-Covid, si è danneggiatolo stesso settore turistico, visto che nessuno prenota oggi le vacanze nonavendo né la certezza di poter raggiungere il luogo di villeggiatura, né, incaso di annullamento del pacchetto turistico, di poter riavere i soldi spesi,ma solo un voucher”- aggiunge Dona.

Della stessaopinione anche Konsumer Italia che ritiene la posizione dell’AGCM fondamentale“per dare forza a quella che già da tempo era la nostra posizione. Impensabilefar perdere il denaro a migliaia di consumatori per un’emergenza sanitaria dicui non hanno assolutamente colpa”.

Soddisfazioneanche dal Codacons che sottolinea come la segnalazione dell’Antitrust avviata aParlamento e Governo accolga pienamente le richieste dell’associazione,riconoscendo le tesi sostenute nell’esposto presentato nei giorni scorsisecondo cui il voucher lede i diritti nazionali e comunitari dei consumatori.

“La prassi delvoucher obbligatorio come indennizzo in caso di annullamento del viaggio”-spiega Carlo Rienzi di Codacons- “deve essere però considerata a tutti glieffetti una pratica commerciale scorretta, in aperto contrasto con ledisposizioni dell’Ue, e in quanto tale vietata”.

“Purriconoscendo che il comparto del turismo è tra quelli più penalizzati inassoluto dall’emergenza coronavirus” – afferma Carlo De Masi di Adiconsum-“riteniamo che esso non possa essere salvato con i voucher dei consumatori, mada interventi strutturali e consistenti da parte del Governo. Adiconsum èpronta a collaborare con l’industria del turismo per individuare soluzioni dipronta applicazione a livello nazionale e rispettose delle raccomandazionidella Commissione europea, lavorando anche per prevenire gli eventualicontenziosi che potrebbero insorgere con i consumatori ricorrendo alleprocedure di conciliazione.

 

Fonte: HelpConsumatori

 

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