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Finanza sostenibile, si fa sempre più stretto il legame fra clima e risparmio. Ma si può fare di più PDF Stampa E-mail
lunedì 02 dicembre 2019

finanzasostenibile.pngNelle scelte di investimento gli italiani ritengono importanti le politiche ambientali delle aziende, ma ancora in pochi fanno investimenti sostenibili. La metà ritiene carente l’informazione sulla finanza sostenibile

 

Gli italianiconsiderano importanti le politiche ambientali delle aziende nelle scelte diinvestimento, ma ancora in pochi fanno investimenti sostenibili. Meglio ancora:la mancata sottoscrizione di prodotti Sustainable and Responsible Investment(SRI) dipende ancora in gran parte un’insufficiente conoscenza delle lorocaratteristiche da parte dei risparmiatori, insieme a una pubblicità ritenutainadeguata. Queste alcune caratteristiche del rapporto fra i risparmiatoriitaliani e il cambiamento climatico, evidenziate da una ricerca presentata neigiorni scorsi da BVA Doxa per conto del Forum per la Finanza Sostenibile.

 

Irisparmiatori e il cambiamento climatico

 

«Il 92% di chiinveste considera le politiche a supporto dell’ambiente da parte delle aziendeun fattore rilevante per la scelta d’investimento», evidenzia l’indagine«Risparmiatori italiani e cambiamento climatico».

 

Il rapportofra clima e risparmio sta diventando sempre più stretto. Oltre l’80% degliintervistati considera importante essere messo al corrente della sostenibilitàambientale e sociale dei propri investimenti.

 

    Allo stesso tempo, «oltre la metà delcampione giudica però molto carente l’informazione sulla finanza sostenibile inItalia e ritiene che il settore finanziario non tenga sufficientemente inconsiderazione i fattori ambientali, sociali e di governance ossia i fattoriESG (Environmental, Social and Governance)».

 

Fra chiconosce i prodotti SRI, solo uno su quattro dichiara di aver investito inquesti strumenti. Perché non vengono sottoscritti con maggior frequenza? Fra leprincipali ragioni ci sono «la conoscenza delle caratteristiche dei prodotti,insufficiente per il 47% dei risparmiatori, e la pubblicità, inadeguata per il36%. Tuttavia, si registrano risultati incoraggianti da parte della rete divendita: la quota di risparmiatori a cui gli operatori hanno propostoinvestimenti sostenibili si attesta al 40%, in aumento di 9 punti percentualirispetto al 2018».

 

I temiambientali che influenzano maggiormente le scelte di investimento sono leenergie rinnovabili, citate dal 72% degli intervistati, le politiche dirisparmio energetico (69%) e l’economia circolare (67%).

 

Le attivitàumane dietro al cambiamento climatico

 

Gli italianisono inoltre consapevoli delle ragioni umane che stanno dietro ai cambiamenticlimatici. Quasi tutti gli intervistati (91%) attribuiscono all’attività umanala responsabilità del cambiamento climatico.

 

    «Oltre il 60% dei risparmiatori dichiara diaver modificato i propri comportamenti in ottica di sostenibilità ambientale,prestando particolare attenzione alla raccolta differenziata, all’utilizzo dilampadine LED e alla riduzione degli sprechi».

 

E chi deveintervenire? Un terzo del campione (33%) ritiene che le istituzioni europeesiano i principali attori deputati alla prevenzione e al contenimento delrischio climatico; seguono i produttori energetici (18%) e le istituzioninazionali (17%).

 

 

 

Fonte: HelpConsumatori

 

 

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