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Confindustria propone di incentivare la moneta elettronica e tassare il prelievo di contante PDF Stampa E-mail
mercoledì 30 ottobre 2019

monetaelettronica.pngSconto sui pagamenti con monetaelettronica e commissione sui prelievi mensili superiori a 1500 euro incontante: la doppia misura proposta dal Centro Studi di Confindustria. Lereazioni negative: sarebbe una stangata

Incentivare l’uso della monetaelettronica. E tassare il contante. Una misura dal doppio volto che prevede dauna parte uno sconto sulle transazioni elettroniche, dunque sui pagamenti fatticon carte. Dall’altro, il disincentivo all’uso del contante attraverso unacommissione sui prelievi mensili superiori a 1500 euro.

 

La proposta viene dal Centro Studi diConfindustria e prevede un pacchetto di incentivi e disincentivi chepermetterebbe «un recupero del gettito attraverso la riduzione dell’evasionefiscale». Si mettono insieme dunque la necessità di interventi di stimolo deiconsumi, lo scarso uso in Italia della moneta elettronica e la diffusionedell’economia sommersa per ipotizzare interventi che dovrebbero incentivarel’uso delle carte e limitare il ricorso al contante.

Moneta elettronica, questa sconosciuta

 

Il punto di partenza è ben noto.L’Italia è uno dei paesi europei nei quali è meno diffuso il ricorso allamoneta elettronica. Pochi pagano con carte. Rispetto a una media europea chesupera le 100 transazioni pro-capite l’anno, in Italia ne vengono fatte menodella metà.

 

   «Ciò – dice il Centro Studi Confindustria – ha un impatto sia sui costidi gestione del contante, sia sulla maggiore diffusione dell’evasione fiscale.Infatti, il contante è semplice da usare e difficile da tracciare e questofacilita l’occultamento di parte del reddito prodotto».

 

Confindustria propone allora dicostruire un intervento normativo strutturato in tre punti, che «incentivil’utilizzo della moneta elettronica, riduca l’area dell’evasione fiscale,sterilizzi, nella percezione del cittadino ma anche nei fatti, un eventualeaumento delI’IVA, sempre al centro del dibattito di politica economica sin daitempi del decreto legge 98 del 2011 introdotto dal Governo Berlusconi. Inquesto modo si può incidere sulla componente più ampia dell’evasionemodificando gradualmente i comportamenti favorendo un cambiamento culturaleverso l’utilizzo di moneta elettronica».

 

Da qui un pacchetto di incentivi edisincentivi. Dice Confindustria che «per accrescere gli effetti dellafatturazione elettronica nel contrasto all’evasione fiscale, si dovrebbe agireaumentando gli incentivi del consumatore finale all’uso della moneta elettronica,rendendo per lui relativamente più conveniente l’utilizzo della monetaelettronica rispetto al contante».

 

 

Confindustria propone commissioni suprelievi contanti superiori a 1500 euro al mese

 

 

Prima misura: sconto sulle transazionielettroniche

 

La prima azione comprende lo scontosulle transazioni elettroniche. L’idea è quella di «garantire un credito diimposta del 2 per cento al cliente che effettua i pagamenti mediantetransazioni elettroniche (incentivo all’uso della moneta elettronica)».

 

Confindustria propone di praticare uncredito d’imposta del 2 per cento a chi paga con carte di pagamento (carte dicredito, debito e prepagate nominative) o bonifico bancario. «Il consumatorepaga il prezzo pieno ma accumula un reddito che verrà contabilizzato ecomunicato dalla banca di appoggio della carta di pagamento. Il perimetrodell’iniziativa esclude le carte non nominative in quanto non associabili adalcun codice fiscale».

 

Alla presentazione della dichiarazionedei redditi, poi, le istituzioni finanziarie che emettono carte daranno aititolari dei conti un certificato che attesta il totale dei pagamentielettronici effettuati nel corso dell’anno solare. Questa dichiarazionepermetterà di fruire della detrazione per un ammontare pari al 2 per cento deipagamenti effettuati in sede di dichiarazione.

 

 

Seconda misura: commissione sulcontante

 

La seconda misura ipotizzata è la tassasul prelievo di contanti attraverso l’introduzione di commissione inpercentuale dei prelievi da ATM o sportello eccedenti una certa soglia mensile.Questa misura funzionerebbe da disincentivo allʼuso del contante.

 

Sui prelievi peserebbe unapenalizzazione attraverso «l’introduzione di una commissione alla fonte dacalcolarsi in percentuale del prelievo effettuato, con il cliente cherispettivamente ritirerebbe direttamente la somma “al netto dellacommissione”».

 

La soglia ipotizzata è di 1500 euro diprelievo mensile.

 

Confindustria stima infatti che per trequarti dei conti correnti italiani, i prelievi mensili effettuati da ATM osportello siano inferiori a 1.500 euro. Nel dettaglio: Il 27% è fino a 500euro, il 30% fra 500 e 1000 euro, un altro 19% fra 1000 e 1500 euro; gli altrisono sopra, con la fetta maggiore rappresentata dall’11% di prelievi fra 1500 e2000 euro.

 

«Sembra ragionevole assumere diesentare i prelievi mensili fino a 1.500 euro: ciò si traduce in un’esenzionedalla commissione per il 75% dei conti italiani – scrive il Centro StudiConfindustria –Applicando una commissione del 2 per cento sui prelievieccedenti tale soglia, si avrebbe un gettito annuale di circa 3,4 miliardi,sostanzialmente in linea con quello necessario per coprire il mancato gettitodovuto allo sconto sulle transazioni elettroniche derivante dalla prima misuraper il 2020».

Il problema della percezione

 

Fra le questioni che la proposta lasciaaperte e da approfondire, il fatto che la detrazione per le transazionielettroniche dovrebbe prevedere i pagamenti attraverso bonifico bancario e la“percezione” di una tassa sul contante da parte dei cittadini.

 

   Nelle parole del Centro Studi: «si ritiene necessaria una valutazionesulla “percezione” dei contribuenti in merito a una commissione sui prelievi:potrebbe infatti essere percepita come un primo passo verso la limitazione aiprelievi in caso di una degenerazione della situazione economica nazionale».

 

Prime reazioni: una stangata per lefamiglie e un problema per gli anziani

 

A stretto giro, le prime reazioniparlano di una stangata per i consumatori. A non piacere è la parte relativaalla tassazione sul prelievo di contanti.

 

«Condividiamo la finalità diConfindustria, lotta all’evasione e incentivo all’uso della moneta elettronica,ma una tassa sui prelievi mensili sopra 1500 si tradurrebbe in una stangatainaccettabile a carico delle famiglie italiane di cui facciamo francamente ameno – ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione NazionaleConsumatori – Condivisibile, invece, la proposta di incentivare l’uso di monetaelettronica garantendo un credito di imposta del 2% al cliente che effettua ipagamenti con carte di pagamento o bonifici bancari».

 

Anche Confesercenti non apprezza eparla di «una stangata da miliardi di euro sui consumatori, che concorrerebbesicuramente a deprimere ancora di più la spesa delle famiglie, già inrallentamento. Ci chiediamo inoltre quale sarebbe l’impatto di una misura delgenere sulla popolazione più anziana del nostro Paese».

 

«Siamo assolutamente convinti –continua Confesercenti – della necessità di promuovere la diffusione dellamoneta elettronica, non solo per ragioni di tracciabilità e trasparenza, maanche di sicurezza degli operatori commerciali. Ma al bastone preferiremmo lacarota: quella della tassa sui contanti non è la strada giusta, meglioincentivare l’utilizzo di carte di credito e bancomat, con agevolazioni per iconsumatori e minori costi per le imprese».

 

Fonte: HelpConsumatori

 

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