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Sicurezza delle cure e dei pazienti, prevenzione prima di tutto PDF Stampa E-mail
martedì 24 settembre 2019

 cureprimarie.pngIl 6% delle giornate di degenza ospedaliera sia dovuto a eventi avversi derivati da attività ambulatoriale e cure primarie

Sicurezza e qualità delle cure sono dueaspetti imprescindibili per chi eroga prestazioni sanitarie. 1 paziente su 10tra quelli ospedalizzati va incontro a un evento avverso ma fortunatamente solouna minima parte comporta danni permanenti o morte.

 

L’OCSE stima che il 6% delle giornatedi degenza ospedaliera sia dovuto a eventi avversi derivati da attivitàambulatoriale e cure primarie; globalmente eventi avversi di questo tiporientrano nelle prime 10 cause di morte e disabilità nel mondo (OMS).

 

Il tema degli errori e dei possibilidanni collegati a pratiche clinico assistenziali è emerso all’inizio di questosecolo e rapidamente è diventato una caratteristica imprescindibile di tutte leOrganizzazioni sanitarie.

 

Tra i più comuni eventi avversi vi sonole Infezioni correlate all’assistenza (ICA) acquisite che possono verificarsiin ogni ambito assistenziale e costituiscono la complicanza più frequente egrave dell’assistenza sanitaria.

 

Come le altre infezioni, a seconda delmicrorganismo, le ICA si possono trasmettere per contatto diretto da persona apersona (soprattutto tramite le mani, le goccioline emesse durante lafonazione, gli starnuti o i colpi di tosse) o indiretta mediante oggetticontaminati (ad esempio, strumenti diagnostici o assistenziali, oggetti incomune).

 

Queste infezioni hanno un impattoclinico ed economico rilevante in termini di prolungamento della durata delladegenza, possibile insorgenza di disabilità a lungo termine, incrementodell’antimicrobico-resistenza, aumento del costo dell’assistenza e dellamortalità.

 

Ad oggi non esistono evidenze che sipossa arrivare al rischio zero ma si sa per certo che si possono prevenire inuna percentuale stimata attorno al 40-50% laddove c’è un impegno di tuttinell’applicare le raccomandazioni specifiche emergenti dagli studi scientificisi possono dimezzare gli eventi avversi.

 

Uno dei punti cruciali per il contrastoalle ICA è la definizione e l’applicazione di buone pratiche di assistenza e dialtre misure di prevenzione e controllo delle infezioni, secondo un programmaintegrato che deve essere adattato in ogni ambito assistenziale.

 

Tra le misure prioritarie si ricordanoil lavaggio corretto delle mani, la riduzione delle procedure diagnostiche eterapeutiche non necessarie, il corretto uso degli antibiotici e deidisinfettanti, la sterilizzazione dei presidi, il rispetto della asepsi nelleprocedure invasive, il controllo del rischio di infezione ambientale, laprotezione dei pazienti con utilizzo appropriato della profilassi antibiotica ela somministrazione delle vaccinazioni raccomandate (anche per gli operatorisanitari), le attività di sorveglianza delle infezioni, l’identificazione e ilcontrollo tempestivi delle epidemie, l’eventuale isolamento dagli altripazienti, il rinforzo delle misure che già di norma devono essere adottate perevitare il contagio tra i pazienti.

La prevenzione funziona al meglioquando organizzazioni, professionisti e pazienti sono consapevoli di questorischio che accompagna tutte le pratiche clinico assistenziali, segnalanoquando questo avviene e collaborano e adottano tutte le misure necessarie perprevenirlo.

 

La consapevolezza della possibilità dieventi avversi non deve far dimenticare che nel 90% dei casi si erogaassistenza sanitaria sicura.

 

L’Italia ha un impianto normativoavanzato e coerente con gli standard internazionali, esperienze nazionali,regionali e buone pratiche molto valide: la sfida è quella di concretizzarle inmodo omogeneo in tutto il Paese.

 

La miglior sicurezza delle cure è ilfrutto di una attenzione e di uno sforzo continui che ci vedono coinvolti tuttigli operatori, ciascuno nel proprio ruolo.

 

Fonte: HelpConsumatori

 

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