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Chi telefona al numero di emergenza 112 deve poter essere localizzato PDF Stampa E-mail
venerdì 13 settembre 2019

112.pngChi chiamail 112 e chiede aiuto deve poter essere localizzato dalle autorità. Anche se iltelefono da cui chiama non ha una Sim. Oggi la Corte di Giustizia della Ue ha stabilitoche le imprese di telecomunicazione devono trasmettere gratuitamenteall’autorità incaricata delle chiamate di emergenza al 112 le informazioni chepermettono di localizzare la posizione di chi chiama e chiede aiuto. E gliStati devono fare in modo che l’obbligo sia rispettato anche se il cellulareusato non ha una scheda Sim.

Il casodalla Lituania

La pronunciascaturisce da un tragico evento di cronaca avvenuto in Lituania nel 2013,quando una ragazza di 17 anni venne rapita, violentata e brutalmente uccisa.Mentre era rinchiusa nel bagagliaio di un’auto, la giovane aveva chiamato unadecina di volte, attraverso un telefono cellulare, il numero di emergenza unicoeuropeo 112, per chiedere aiuto. Ma gli apparecchi del centro di raccolta dellechiamate di emergenza non mostravano il numero di telefono cellulare utilizzatoe questo, dice la Cgue, ha impedito la sua localizzazione. Non è statopossibile accertare se il telefono avesse una scheda Sim.

I familiarihanno proposto al Tribunale amministrativo regionale di Vilnius un ricorso perottenere la condanna della Lituania al risarcimento del danno morale subitodalla vittima e da loro stessi, dicendo che il paese non aveva garantitol’attuazione corretta della direttiva «servizio universale».

Questa disponeche gli Stati membri provvedono affinché le imprese di telecomunicazionemettano gratuitamente a disposizione dell’autorità incaricata delle chiamate diemergenza al 112 le informazioni sulla localizzazione del chiamante non appenala chiamata raggiunge tale autorità. La regola si applica ad ogni chiamata alnumero di emergenza unico europeo 112. L’inadempienza, con l’impossibilità digeolocalizzare la ragazza trasmettendo le informazioni alla polizia, avrebbeimpedito di aiutarla.

Bisognasapere da dove arriva la telefonata

Il caso èarrivato alla Corte di Giustizia europea. Questa ricorda che nella direttival’obbligo di messa a disposizione delle informazioni sull’ubicazione delchiamante riguarda «ogni chiamata al numero di emergenza unico europeo». Lechiamate al 112 fatte da un telefono senza scheda Sim non possono essereescluse, perché agli Stati è richiesto di fare in modo che le informazionisulla localizzazione delle chiamate di emergenza vengano trasmesse ai servizidi soccorso.

La Corte haquindi stabilito che «la direttiva «servizio universale» impone agli Statimembri, a condizione che ciò sia tecnicamente fattibile, l’obbligo diprovvedere affinché le imprese interessate mettano gratuitamente a disposizionedell’autorità incaricata delle chiamate di emergenza al 112 le informazionirelative all’ubicazione del chiamante non appena la chiamata raggiunge taleautorità, anche quando la chiamata è effettuata da un telefono cellularesprovvisto di scheda SIM».

Gli Statihanno un certo potere discrezionale nel definire i criteri per l’esattezza el’affidabilità delle informazioni su dove si trova chi chiama il 112. Ma,prosegue la Corte, «tali criteri devono in ogni caso garantire, nei limitidella fattibilità tecnica, la localizzazione della posizione del chiamante contutta l’affidabilità e la precisione necessarie a permettere ai servizi diemergenza di venirgli utilmente in soccorso. Il potere discrezionale di cui dispongono gli Stati membri nella definizionedi tali criteri trova dunque un limite nella necessità di garantire che leinformazioni trasmesse permettano utilmente la localizzazione effettiva delchiamante e, pertanto, l’intervento dei servizi di soccorso». Questavalutazione è legata alle caratteristiche della rete di tlc del paese e dunquela valutazione è rimessa al giudice lituano.

 

Fonte: HelpConsumatori

 

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