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Fatturazione a 28 giorni, Agcom multa Tim e Wind Tre PDF Stampa E-mail
mercoledì 05 dicembre 2018

tlc0812.jpgL’Autorità per le garanzie nellecomunicazioni ha multato Tim e Wind Tre con tre diverse sanzioni, per un totaledi circa 2,4 milioni di euro, per le modifiche contrattuali e le comunicazioniai consumatori relative al ripristino delle fatturazione su base mensile.

L’Agcom hacontestato la violazione degli obblighi di trasparenza e di quelli sul dirittodi recesso in merito alla modifica delle condizioni economiche delle offerte ditelefonia mobile. Tre le sanzioni, due a Tim per circa un milione e mezzo dieuro e una a Wind Tre per 870 mila euro. In pratica i due operatori non hannodato “informazioni chiare, complete e trasparenti” sulle tariffe che stavanoapplicando nel ritorno dalla fatturazione a 28 giorni a quella mensile.


 


La questioneriguarda la “telenovela” della fatturazione su base quadrisettimanale e ilritorno dalle bollette a 28 giorni a quelle mensili. E vede l’intervento anchedell’Antitrust, che lo scorso marzo aveva deciso la “sospensione cautelare” deirialzi decisi dalle aziende di telecomunicazioni dopo il passaggio dallabolletta a 28 giorni alla fatturazione mensile. In pratica, col passaggio allabolletta mensile, le tlc avevano comunicato che la spesa annuale sarebbe statadistribuita su 12 canoni anziché su 13, con una rimodulazione tariffaria cheavrebbe comportato un aumento dei singoli canoni (+8,6%) che non avrebbemodificato il prezzo annuale dell’offerta di servizi.


 


Neiprovvedimenti emessi dall’Agcom (su segnalazione di Vodafone e di Altroconsumo)l’Autorità contesta a Tim la violazione di obblighi di trasparenza e diritto direcesso in merito alla modifica delle condizioni economiche delle offerte ditelefonia mobile. In pratica, si legge nel provvedimento, in rispostaall’azione dell’Antitrust, Tim “ha deciso di rideterminare, per le offerte ditelefonia mobile, la precedente variazione dell’8,6% -fissata in occasione delripristino della cadenza di rinnovo e fatturazione delle offerte su basemensile – prevedendo una riduzione, a decorrere dall’8 aprile 2018, dello 0,4% suiprezzi già in vigore dal 5 marzo 2018”. La contestazione mossa alla società èche il messaggio con cui Tim informava la clientela “conteneva informazioniincomplete e fuorvianti poiché non indicava il prezzo finale in maniera chiarae trasparente, mascherando un incremento dell’8,2% con una diminuzione dello0,4%”. L’Agcom ha dunque stabilito che nei messaggi agli utenti l’operatore“non ha assicurato informazioni chiare, complete e trasparenti”. E ha rilevato“rilevanti carenze informative attinenti alle concrete variazioni economicheattuate e alle modalità con cui poter avvalersi della facoltà di recesso”.L’Autorità ha dunque multato Tim per oltre un milione di euro, mentre unaseconda multa di 464 mila euro riguarda la violazione degli obblighi di trasparenzae diritto di recesso in merito alla modifica delle condizioni economiche delleofferte di telefonia fissa e mobile di tipo business.


 


Anche a WindTre è stata contestata la “Violazione obblighi di trasparenza e diritto direcesso in merito alla modifica delle condizioni economiche delle offerte ditelefonia mobile”. Questa ha deciso di rideterminare l’aumento dell’8,6% in unapercentuale di aumento pari all’8,3% e di “riaccreditare l’importo derivantedall’applicazione della differenza tra l’8,6% e l’8,3% per la clientela ditelefonia mobile prepagata a partire dal mese di maggio 2018”. La società, dicel’Agcom, ha “provveduto ad aggiornare le informative diffuse in precedenza,inserendo l’espressa previsione del diritto di recesso (da esercitarsi fino al1°giugno 2018) e procedendo ad avviare un nuovo ciclo di comunicazioniindividuali, tramite SMS, alla clientela interessata” ma dall’analisi dellecomunicazioni trasmesse dopo l’entrata in vigore delle nuove condizioni “sonoemerse, tuttavia, rilevanti carenze informative attinenti alle concretevariazioni economiche attuate e alle modalità con cui poter avvalersi dellafacoltà di recesso”.


 


Sonointerventi che destano l’attenzione dei Consumatori.”Bene, ottima notizia! E’la legge del contrappasso! Anche se la multa è certo inferiore all’illecitoguadagno ottenuto dalle compagnie telefoniche per non aver rispettato fin dal23 giugno 2017 la fatturazione mensile, è una bella notizia che siano statemultate per quando poi sono state costrette a tornarci per via dell’entrata invigore della legge 4 dicembre 2017, n. 172 – ha detto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori– La trasparenza e la completezza delle informazioni sono sempre un diritto delconsumatore. A maggior ragione il diritto di recesso, che non può essereesercitato senza un’informazione esaustiva e chiara”. Dice il segretarionazionale di Codici Ivano Giacomelli: “Stiamo seguendo con attenzione glisviluppi di questa vicenda perché stiamo entrando nella fase cruciale, quelladei rimorsi agli utenti. Ricordiamo che per il momento l’unico modo per farlo èlo storno in fattura”.

 

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