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Consumaker, Tascini (Adoc): ecco perché il futuro è nelle mani dei consumatori PDF Stampa E-mail
sabato 01 dicembre 2018

consumaker.jpg“Il  futuro è nelle mani dei consumatori”.

È una dichiarazione d’intenti e unasperanza per il futuro – avere un consumatore attivo nelle scelte e nelledecisioni – quella che viene dall’Adoc in occasione della prossima assemblea.L’appuntamento è dal 27 al 29 novembre con l’evento Consumaker, dedicato aitrent’anni dell’associazione. Ci sarà una riflessione sul movimentoconsumerista e sul futuro dei consumatori. E una giornataformativa-informativa, il 28 novembre, che precederà il congresso.


 


A raccontare lo spirito dell’evento,che prevede una giornata informativa dedicata a fake news, big data, consumoresponsabile, è il presidente Adoc Roberto Tascini.


 


 “Il futuro è nelle mani dei consumatori”: è unmanifesto o una speranza?


 


È senz’altro la visione che abbiamo delpresente e del futuro del nostro paese. Auspichiamo che finalmente ci sia unruolo da protagonista, attivo, da parte dei consumatori, che per tanti annihanno svolto un ruolo passivo. Riteniamo che, in un equilibrio di mercato,oltre al ruolo delle aziende e dei lavoratori, perché si abbia un mercatoconcorrenziale ed equilibrato, una parte significativa la devono svolgere iconsumatori con le loro scelte e le loro decisioni.


 


Nella giornata del 28 si parlerà difake news, big data, consumo sostenibile. Che ruolo assume il consumatore inquesti tre settori?


 


La scelta dei temi non è casuale. Nelnostro paese c’è un grosso problema nell’informazione, e per questo motivoabbiamo scelto di trattare all’inizio della giornata formativa e informativa iltema delle fake news, perché crediamo che la comunicazione sia molto spessoalterata, inquinata da elementi di falsità. Questo meccanismo è ulteriormenteamplificato dal ruolo dei social, che sono un veicolo virale di diffusione difalse notizie. Nel settore del consumo le notizie non attendibili creanoproblemi di reputazione alle aziende, creano problemi ai consumatori perchédistorcono la realtà e li indirizzano verso scelte sbagliate. Poi c’è il temapiù ampio dell’inquinamento che questo meccanismo può portare anche in settorinon connessi col consumo, come quello della democrazia.


 


Quali sono i rischi maggiori delladisinformazione nel campo dei consumi? Valutazioni errate sui prodottialimentari, sui vaccini…


 


Questi esempi sono sotto gli occhi ditutti. Nel grande ambito dell’alimentazione, possono esserci indicazionisballate che possono fuorviare o provocare danni alla salute. Possono essercitematiche ancora più delicate, come quella dei vaccini, o quella di usareinternet per le diagnosi e le automedicazioni. Dobbiamo mettere in guardia iconsumatori da un uso critico di internet e dei social. Ognuno di noi dovrebbeapprovvigionarsi da più fonti e essere animato da spirito critico perdifendersi da questi attacchi.


 


Ma è sempre colpa dei social? Non cisarà una responsabilità individuale se si affermano informazioni che non stannoin piedi, o che dovrebbero suscitare il dubbio?


 


Condivido. Il social è uno strumentoneutro. A mio avviso avrebbe molte potenzialità positive. La degenerazioneavviene perché vengono veicolate molto spesso prese di posizione che non sonosuffragate dai fatti. E che inducono in errore. Il nostro approfondimentosull’informazione e sulle fake news è aperto da Ipsos che qualche mese fa harealizzato un’indagine dalla quale emerge che noi siamo, credo, all’ultimo postomondiale fra le persone che hanno una errata percezione della realtà. Lerisposte della stragrande maggioranza del campione erano quasi sempre errateperché frutto di pregiudizi, di preconcetti, di sentito dire. Questa scarsaconoscenza induce in errore, sia nelle scelte di acquisto che nelle sceltepolitiche. Tutti dovrebbero convergere per cercare di bonificare l’ambiente.C’è anche una responsabilità degli operatori dei mass media. Tutti dovremmofare uno sforzo per diffondere notizie che siano state sottoposte afact-checking, verificate e attendibili.


 


Vi occuperete anche di consumoresponsabile e sostenibile. Può essere promosso dal basso, dai consumatori?


 


Senza dubbio. Nel pomeriggio dellagiornata del 28 ci sarà la presentazione di un progetto, Eye on Buy, cheprevede di realizzare una comunità che condiziona le scelte economiche dalbasso. Come Adoc abbiamo aderito ad Asvis, Alleanza per lo svilupposostenibile, e a Next, Nuova economia per tutti. Crediamo molto in questascelta, sulla quale Adoc sarà impegnata nei prossimi anni, perché riteniamo chela nuova frontiera del consumerismo sia questa: indirizzare i consumatori adacquisti responsabili, critici e sostenibili. Nel momento in cui un consumatoreacquista un prodotto o un servizio, non dovrà essere solo attento al prezzo –spesso la ricerca esasperata de prezzo più basso induce in errore – ma ilconsumaker del futuro sceglierà sulla base di parametri che sono il rispetto daparte dell’azienda delle regole del lavoro e dei diritti dei lavoratori, ilrispetto dell’ambiente circostante, il rispetto di una sostenibilitàconsumeristica con una contrattualistica trasparente e corretta.


 


Spesso i consumi sostenibili, etici,green costano di più. I consumatori sono disposti a pagare un prezzo più alto?


 


I rapporti degli addetti ai lavoriindicano che, nonostante le difficoltà economiche e la perdita del potered’acquisto, negli ultimi anni questi prodotti di nicchia stanno crescendo. C’èun’attenzione particolare per i prodotti biologici, equosolidali, locali, a kmzero. Si fa strada un’attenzione verso prodotti di qualità che, è vero, spessocostano in misura maggiore. L’auspicio è che si forniscano gli stessi prodottia prezzi più contenuti. La tendenza in atto è di indirizzarsi verso la qualità,magari ridimensionando la quantità.


 


Cosa farete come Adoc nel futuro?


 


L’impegno è quello di allargare idiritti dei consumatori. E questo è uno dei settori in cui dovrebbe esserevalorizzato il ruolo dell’Europa. Da anni è sotto tiro e vista come l’Europadei burocrati. Sarebbe opportuno comunicare ai cittadini italiani che le tuteleche oggi hanno sono dovute alla produzione normativa dell’Ue. Le garanzie e letutele vengono dall’Europa e non dal legislatore italiano. Senz’altro il nostroimpegno è rafforzare queste tutele. Senz’altro saremo impegnati nelladiffusione della negoziazione paritetica. Poi nel mettere mano alla legge sullaclass action, che fino ad oggi in Italia è arma spuntatissima. L’auspicio è cheil nostro paese si doti di una legge efficace.


 


Qual è la situazione del consumerismooggi, con questo governo o comunque con questo tipo di politica? Non sembra frale priorità…


 


È ancora troppo presto per valutare,perché non ci sono stati segnali né in termini negativi né in termini positivi.L’auspicio è che ci siano considerazione per tutto il lavorodell’associazionismo e attenzione, perché il movimento consumerista fatto ditante sigle e tante storie è motivo di ricchezza, fa parte come altri corpiintermedi di quella società di mezzo che credo sia fondamentale per farfunzionare il paese e la democrazia.

 

Tesseramento 2018

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Guide Adoc

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