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Energia, servizi non richiesti: Antitrust multa imprese per 900 mila euro PDF Stampa E-mail
lunedì 26 novembre 2018

energia2511.jpgForniture e servizi non richiesti nelsettore dell’energia, con contratti a distanza conclusi senza consenso deiconsumatori e addebiti diretti sul conto corrente di cifre che andavano dai 130ai 190 euro per l’attivazione della fornitura di energia. Questa la motivazioneche ha portato l’Antitrust a sanzionare due società e un’impresa individualecon tre multe pari a 900 mila euro.

L’Autoritàcontesta pratiche commerciali scorrette alle società Switch Power s.r.l. eUnion s.r.l. , attive nella fornitura di energia elettrica, nonché all’impresaindividuale Prima Consulenza, che forniva presunti servizi di manutenzione econsulenza nel settore energetico.


 


I treprofessionisti, informa una nota dell’Autorità garante della concorrenza,“concludevano contratti a distanza, mediante teleselling, in assenza diconsenso da parte dei consumatori, sulla base di informazioni ingannevoli oomissive in ordine alla identità della società e alla natura dei serviziofferti, nonché addebitando direttamente sui conti correnti dei consumatori icosti per i servizi non richiesti (da 130 a 190 euro per l’attivazione dellafornitura di energia e 27 euro a titolo di contributo una tantum per l’asseritaattività di consulenza)”.


 


Le società,attraverso call center, sfruttavano i dati personali dei consumatori – datianagrafici, codici fiscali, codici Iban – per attivare contratti non richiestie prelevare gli importi direttamente dal conto corrente dopo pochi giorni dalcontatto telefonico. “In molti casi – prosegue l’Antitrust – i professionistinon fornivano riscontro alle richieste dei consumatori di chiarimenti o direstituzione, prevista in caso di reclamo o di esercizio del diritto diripensamento, anche in violazione delle regole previste dal sistema di addebitodiretto in ambito SEPA.  Inconsiderazione della gravità e della durata delle violazioni del Codice delConsumo, l’Autorità ha irrogato sanzioni pari a 500.000 euro alla societàSwitch Power e pari a 200.000 euro a ciascuno degli altri due professionisti,Union e Prima Consulenza”.


 


“Bene lesanzioni. Purtroppo, però, la pratica di attivare servizi non richiesti, siaper la luce che per il gas, è ancora diffusissima. I nostri sportelli sono letteralmenteintasati da segnalazioni e proteste dei consumatori”: così Marco Vignola,responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, commenta lanotizia. “Speriamo che il prefisso unico per i call center, lo 0844, riesca aporre un freno a queste pratiche commerciali scorrette, ma ne dubitiamo. Lalegge n. 5 dell’11 gennaio 2018, infatti, ha permesso una scappatoia, quella dievitare il prefisso unico presentando l’identità della linea a cui il callcenter può essere ricontattato. Ecco perché serve una modifica urgente diquella legge” conclude Vignola.

 

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