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Giornata europea antibiotici, Ue: fermare l’uso non necessario PDF Stampa E-mail
venerdì 16 novembre 2018

antibioticoresistenza1911.jpgFermare l’uso non necessario degliantibiotici. Perché la diffusione dell’antibiotico-resistenza minaccia lasalute pubblica e allarma sempre di più la comunità scientifica e leistituzioni.

Secondo unostudio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie(ECDC) recentemente pubblicato su “The Lancet”, si stima che le infezioni dabatteri resistenti agli antibiotici abbiano provocato 33 mila decessi nel 2015in Europa. Bisogna dunque fare di più anche fra la popolazione, evidenzia laCommissione europea.


 


Bruxelles hapubblicato i risultati del nuovo sondaggio Eurobarometro sulla conoscenza degliantibiotici nel pubblico e sulle tendenze globali d’uso. Qualcosa sta cambiandoin senso positivo, ma non basta ancora.


 


I datiaccompagnano la prossima Giornata europea degli antibiotici, in calendario perdomenica 18 novembre. Come informa una nota della Commissione, c’è una“evoluzione positiva” nell’uso degli antibiotici. “Il 32% degli intervistati hadichiarato di aver assunto antibiotici negli ultimi dodici mesi, rispetto al40% dell’indagine del 2009 – dice la Commissione europea – Molti di questiantibiotici sono stati però assunti inutilmente: nel 20% dei casi si sonoassunti antibiotici per l’influenza o il raffreddore e il 7% delle persone viha fatto ricorso senza prescrizione medica. Il 66% degli intervistati sa chegli antibiotici non servono contro il raffreddore e il 43% è a conoscenza delfatto che non sono efficaci contro i virus. Oltre due terzi delle personevorrebbero ricevere maggiori informazioni sugli antibiotici”.


 


Fra i prossimipassi dell’Europa c’è la nuova legislazione sui medicinali veterinari e imangimi dedicati. Dal 2022 sarà vietato nell’Ue l’uso di antimicrobici perpromuovere la crescita degli animali e il ricorso in via preventiva attraversoi mangimi medicati. Viene poi prevista la possibilità di riservare alcuniantimicrobici solo per l’uso umano. Per poter esportare i propri prodottinell’UE, inoltre, i paesi terzi dovranno rispettare il divieto di impiego degliantimicrobici per la promozione della crescita e le restrizioni sugliantimicrobici riservati all’uso umano. I nuovi regolamenti dell’UE promettonodi migliorare la protezione dei consumatori europei contro il rischio didiffusione della resistenza antimicrobica riconducibile alle importazioni dianimali o di prodotti di origine animale.


 


Sostiene ilCommissario Vytenis Andriukaitis: “Lo studio Eurobarometro mostra che ènecessario fare di più per sensibilizzare e informare i cittadini sul temadegli antimicrobici. Le ultime stime ci dicono che la resistenza antimicrobicaè responsabile di 33 000 decessi all’anno in Europa e questo dato deve essereun campanello d’allarme per tutti noi. Molte di queste morti potrebbero essereevitate impedendo l’uso non necessario degli antibiotici e migliorando ladiagnosi e la prevenzione delle infezioni negli ospedali e nelle comunità”.


 


“Oltre amigliorare le conoscenze e fare sensibilizzazione, dobbiamo unire le forze ecombattere la resistenza antimicrobica dal punto di vista della salute animalee dell’ambiente, oltre che della salute umana – continua Andriukaitis  – Tra pochigiorni il Consiglio darà il via libera alla nuova legislazione europea suimedicinali veterinari e i mangimi medicati, un importantissimo passo avanti inquesto settore.” L’Europa ha inoltre adottato un nuovo piano d’azione globaledell’UE sulla resistenza antimicrobica, con il quale la Commissione si èprefissata di combattere la resistenza antimicrobica nelle politiche di saluteumana, salute animale e ambiente.


 


La giornataeuropea conclude la Settimana mondiale degli antibiotici, promossadall’Organizzazione mondiale della Sanità. La resistenza agli antibiotici è untema importante di salute pubblica. Secondo stime dell’Organizzazione per laCooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) riportate dall’Aifa, le infezionida super-batteri potrebbero provocare circa 2,4 milioni di morti in Europa,Nord America e Australia tra il 2015 e il 2050 se non saranno intensificati glisforzi per arginare la diffusione della resistenza agli antibiotici.

 

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