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Tlc, recesso e cambio operatore. Agcom: “Nuove linee guida per tutela utenti” PDF Stampa E-mail
mercoledì 14 novembre 2018

agcom1411.jpgGarantire agli utenti “tutele precise”quando decidono di recedere da un contratto o di cambiare operatore nei servizidi comunicazione elettronica.

Dunque spesedi recesso che non possono eccedere il canone mensile pagato in mediadall’utente, restituzione equa e proporzionata degli sconti, scelta affidata alcliente se pagare le rate residue in un’unica soluzione. Così l’Autorità per legaranzie nelle comunicazioni ha approvato le “Linee guida sulle modalità didismissione e trasferimento dell’utenza nei contratti per adesione” condelibera 487/18/CONS.


 


L’Agcomvigilerà sull’applicazione delle norme che regolano il passaggio ad altrogestore, o il recesso da servizi di comunicazione elettronica, per volontàdegli utenti. Si tratta di situazioni diverse dalle variazioni unilaterali delcontratto da parte degli operatori, per le quali gli utenti hanno diritto arecedere senza costi o penali. Sono invece i casi in cui gli operatori possonorichiedere la corresponsione di una serie di costi di recesso agli utenti.L’Agcom chiarisce prima di tutto che “la disciplina delle spese di recesso deveapplicarsi a tutti i costi che gli operatori addebitano agli utenti quandoquesti ultimi recedono dal contratto – si legge in una nota – Non solo, dunque,ai costi sostenuti dagli operatori per dismettere o trasferire l’utente – che,in base alla legge devono essere commisurati al valore del contratto e ai costisostenuti dall’azienda – ma anche a quelli relativi la restituzione deglisconti erogati in caso di offerte promozionali, nonché ai costi relativi alpagamento delle rate residue dei prodotti e ai servizi offerti congiuntamenteal servizio principale”.


 


L’Agcom hadunque stabilito che “le spese di recesso non possono eccedere il canonemensile mediamente pagato dall’utente: il riferimento al canone mensileconsente di evitare che gli operatori addebitino agli utenti spese nonproporzionate al valore del contratto. Inoltre, la restituzione degli scontidovrà essere equa e proporzionata al valore del contratto ed alla durataresidua della promozione. Viene quindi posto fine – prosegue l’Autorità – allaprassi per la quale agli utenti è richiesta la restituzione integrale deglisconti goduti: gli operatori potranno richiederne la restituzione, ma in unamisura certamente inferiore a quella attuale. Infine, gli utenti che recedonoanticipatamente dal contratto potranno scegliere se continuare a pagare le rateresidue (relative ai servizi e ai prodotti offerti congiuntamente al servizioprincipale) o pagarle in un’unica soluzione. Solo in questo modo, secondol’Autorità, sarà garantita all’utente la piena libertà di recedere dalcontratto”. Le linee guida prevedono che la rateizzazione dei servizi non potràsuperare i 24 mesi. In linea con la Legge Concorrenza, sono stati rafforzatigli obblighi informativi e di comunicazione: gli operatori, in particolare,dovranno rendere note tutte le spese che l’utente dovrà sostenere incorrispondenza di ogni mese in cui il recesso potrebbe essere esercitato.


 


“Bene, maquello che serve è l’abolizione delle spese di recesso – commenta MassimilianoDona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Chiediamo al Parlamento divarare al più presto una nuova legge annuale sulla concorrenza, dopo la leggefarsa n. 124 dello scorso anno. Fino a che le vecchie penali, aboliteufficialmente dalla porta con la prima lenzuolata Bersani, ma rientrate subitodalla finestra sotto forma di spese giustificate, anche se ora commisurate alvalore del contratto e ai costi sostenuti dall’azienda, non saranno abolite deltutto, come per i mutui, non avremo mai vera concorrenza, dato che ilconsumatore non potrà essere veramente libero di scegliere l’operatore piùconveniente”. Il Movimento Difesa del Cittadino sottolinea dunque che dal 1°gennaio 2019 “tutte le società telefoniche e di pay tv potranno applicare uncosto per la disdetta (oggi dai 40 ai 60 euro) non superiore al canone pari acirca 20-30 euro: in caso il recesso del cliente avvenga prima dei 24 mesi lesocietà non potranno richiedere indietro anche gli sconti applicati conconseguenti conguagli”.

 

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