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Telemarketing: Garante Privacy multa Fastweb per campagne aggressive PDF Stampa E-mail
mercoledì 24 ottobre 2018
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Fastweb dovrà pagare 600.000 euro peraver condotto campagne di telemarketing senza il consenso delle personecontattate e per aver adottato modalità di profilazione non corretta dei propriclienti.

Questa ladecisione del Garante della privacy che ha emesso un’ordinanza ingiunzionerelativa alle violazioni già rilevate in un provvedimento adottato primadell’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo in materia di protezionedei dati personali.

 

L’Autorità,grazie anche ad apposite ispezioni in loco, aveva accertato che i call centerche lavoravano per la società spesso contattavano clienti o potenziali clientisenza il loro consenso a ricevere proposte commerciali, chiamando più volteanche chi si era già opposto al trattamento dei propri dati per finalità dimarketing.

 

La compagniatelefonica, inoltre, aveva proceduto alla profilazione di alcune categorie diclienti (ad esempio quelli anziani o basso spendenti) senza aver primaacquisito il loro consenso informato e senza avere effettuato una notificazionecompleta al Garante.

 

Altrecriticità, emerse nel corso dell’istruttoria, erano riferibili allo scarsocontrollo posto in essere da Fastweb sulle pratiche di telemarketing aggressivoadottate dalla propria rete di vendita.

 

All’esitodell’accertamento, il Garante aveva contestato alla compagnia telefonica sia leviolazioni relative all’informativa, al consenso e alla profilazione, sial’ipotesi di maggiore gravità, in quanto commesse in relazione a banche dati diparticolare rilevanza e dimensione.

 

In merito alleprime violazioni, Fastweb si è avvalsa della facoltà di estinguere ilprocedimento sanzionatorio, pagando autonomamente, in forma ridotta, l’importoprevisto dal Codice privacy, ossia il doppio del minimo edittale per ciascunadelle condotte illecite accertate.

 

Il Garante haquindi adottato l’ordinanza ingiunzione con la quale ha applicato la sanzioneprevista per l’aggravante non oblabile. L’importo è stato inizialmentequantificato in 150.000 euro tenendo conto della molteplicità delle condotteillecite commesse, dei numerosi procedimenti sanzionatori già subiti dallasocietà stessa e dell’ingente numero di persone i cui dati sono stati trattatiin violazione della normativa.

 

La somma dapagare è stata poi quadruplicata dal Garante a 600.000 euro, in considerazionedella circostanza che le particolari condizioni economiche dell’operatoretelefonico ne avrebbero altrimenti reso inefficace l’effetto sanzionatorio.

 

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