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Ryanair e le nuova politica sui bagagli, Consumatori mobilitati PDF Stampa E-mail
venerdì 07 settembre 2018
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Le politiche sui bagagli di Ryanair continuano a sollevare l’azione e l’attenzione delle associazioni dei consumatori. In molte si stanno rivolgendo all’Autorità Antitrust.

Oggi il Centro europeo consumatori Italia (CEC) ha annunciato che assisterà gratuitamente i consumatori ai quali non è applicabile la nuova politica tariffaria sui bagagli, mentre Federconsumatori denuncia la vessatorietà delle clausole applicate dalla compagnia aerea low cost. In pratica, a bordo della Ryanair non si potranno più portale i trolley, i vecchi bagagli a mano da 10 kg, a meno che non si acquisti l’imbarco prioritario, che però non copre tutti i posti.

 

“I passeggeri sprovvisti di imbarco prioritario potranno portare a bordo un solo bagaglio piccolo (40x20x25cm) – spiega il CEC –  mentre il bagaglio a mano da 10 kg, che attualmente viene consegnato al gate d’imbarco e collocato in stiva gratuitamente, dovrà essere consegnato al banco consegna bagagli avverso un corrispettivo il cui importo differisce a seconda della modalità e dei tempi della richiesta”. Così, sei il bagaglio viene registrato contemporaneamente alla prenotazione, il costo sarà di 8 euro; se viene aggiunto dopo e fino a 40 minuti prima dell’orario di partenza del volo, costerà 10 euro; serviranno invece 20 euro se il bagaglio viene consegnato direttamente al check-in dell’aeroporto.

 

La nuova policy entrerà in vigore dal 1° novembre per i voli prenotati dal 1° settembre. Ciò, prosegue il CEC, dovrebbe significare che le nuove disposizioni sui bagagli non dovrebbero interessare coloro che hanno prenotato voli in partenza dal 1° novembre, ma prima del 1° settembre. “Ma così non è – sostiene Maria Pisanò, Direttore del Centro Europeo Consumatori Italia.  Infatti mentre le condizioni di trasporto tacciono, nella sezione “domande frequenti” compare invece la seguente precisazione: “clienti che non hanno acquistato l’Imbarco Prioritario che hanno prenotato un volo prima del 1° settembre (per viaggi dopo il 1° novembre) possono aggiungere l’Imbarco Prioritario al costo di €8* o un bagaglio registrato da 10 kg al costo di €10* oppure possono cancellare la loro prenotazione ottenendo un rimborso completo. * (prezzo per aggiunta dopo la prenotazione)”. Ciò farebbe, quindi, intendere che la nuova policy riguarderebbe anche le prenotazioni antecedenti il 1° settembre”. Le stesse email che il vettore sta inviando ai passeggeri che hanno comprato un volo prima del 1° settembre e con partenza dal 1° novembre li mettono davanti alla scelta fra pagare il costo supplementare per i bagagli o annullare il volo. “Ryanair – dichiara Pisanò – non può vincolare irrevocabilmente il consumatore a condizioni di cui non aveva conoscenza al momento della conclusione del contratto né può inserire informazioni di tale rilevanza tra le FAQ impedendo al consumatore di effettuare un acquisto consapevole”. L’associazione invita dunque i passeggeri a rivolgersi al proprio Centro assistenza.

 

Allo stesso tempo, Federconsumatori annuncia di aver presentato un esposto all’Antitrust. “Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di utenti che nei mesi scorsi hanno acquistato voli successivi al 1° Novembre e che in questi giorni sono stati informati dalla compagnia dell’applicazione delle nuove tariffe sui bagagli a mano, nonostante tali costi non fossero ancora previsti al momento dell’acquisto – spiega Federconsumatori –  In sostanza Ryanair, in autonomia e senza alcun fondamento giuridico, ha reso retroattiva, a scapito degli utenti, questa disposizione del Regolamento. E’ assolutamente inaccettabile offrire prima agli utenti un servizio ad un prezzo prestabilito per poi apportare cambiamenti ad un contratto che, lo sottolineiamo, non prevede espressamente la possibilità per la compagnia di modificare unilateralmente e retroattivamente i propri termini e condizioni.” Per Federconsumatori le clausole applicate unilateralmente e retroattivamente dalla compagnia aerea sono vessatorie e pratica scorretta. Per questo l’associazione ha presentato un esposto all’Antitrust per chiedere di “bandire questi comportamenti, ristabilendo correttezza e trasparenza nel mercato dei vettori aerei, comminando severe sanzioni proporzionate alla gravità della violazione e consentendo di operare solo alle compagnie che si impegnano a rispettare i diritti dei passeggeri e dei lavoratori”.

 

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